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Per l’abolizione del bollo auto

Il cosiddetto Bollo Auto è una tassa automobilistica regionale che grava annualmente su tutti i proprietari di autoveicoli.

L’Abruzzo è una Regione con un altissimo tasso di mobilità privata, motivo per cui appare particolarmente utile liberare gli automobilisti da un tributo che produce un gettito di circa 150 milioni di euro annui che la Regione può ampiamente compensare, avendo un bilancio di oltre 4 miliardi.

L’effetto che si intende produrre è quello di un aumento del PIL regionale e dell’occupazione, per il tramite dell’insediamento in Abruzzo di settori economici altamente dipendenti dal trasporto su gomma: si pensi soprattutto alla logistica del commercio elettronico (centri di distribuzione e magazzini), al settore degli autotrasportatori, alle aziende di noleggio di autoveicoli.

Accrescere la produzione di ricchezza e i posti di lavoro aumenta ovviamente anche le entrate regionali, con effetti estremamente benèfici per le politiche di bilancio del medio e lungo periodo.

L’Abruzzo è demograficamente piccolo (ha solo il 2% degli abitanti dell’Italia), perciò subisce meno in termini assoluti la perdita di gettito derivante dall’abolizione del Bollo Auto, e sotto altro aspetto è una Regione geograficamente baricentrica fra nord e sud, quindi naturalmente vocata allo sviluppo della logistica e dei trasporti che rappresentano il futuro dell’economia mondiale.

L’attuazione di questa misura è possibile in un solo quinquennio, cioè la durata della Legislatura, tramite il taglio del 20% annuale del tributo fino alla completa abolizione.

È quindi necessario compensare una sottrazione al bilancio corrente di circa 30 milioni di euro per il primo anno, crescenti fino all’azzeramento della quinta annualità.

Occorre naturalmente attuare un piano di razionalizzazione delle spese e del personale regionale, delle partecipazioni societarie e delle sedi, valorizzando adeguatamente il patrimonio immobiliare e accelerando sulla digitalizzazione delle procedure.

Ma operazione è assolutamente sostenibile e di particolare lungimiranza, se si vuole mettere in campo una visione strategica per lo sviluppo abruzzese dei prossimi decenni.