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Un piano regionale per le case popolari

Il diritto all’abitazione è il primo e più importante dei diritti individuali, presente nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In Abruzzo migliaia di famiglie attendono una casa per garantire il minimo di dignità alle proprie esistenze e in provincia di Teramo sono oltre mille i nuclei familiari che necessitano di aiuto per ottenere o mantenere un tetto sotto al quale poter vivere.

La Regione, che ha la competenza delle Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale (ATER), previa ricognizione delle esigenze attuali di tutta la popolazione (da effettuarsi di concerto con i Comuni), deve adottare un Piano di Edilizia Residenziale Pubblica per soddisfare integralmente le esigenze primarie della popolazione.

Le priorità dell’Abruzzo devono essere stilate a partire dai diritti delle persone, e sono ampiamente note le numerose situazioni di disagio abitativo e/o emergenza abitativa relative sia a nuclei familiari che a singole persone residenti o dimoranti in provincia di Teramo, così come è nota l’insufficienza dell’offerta di alloggi da destinare alle persone con limitata disponibilità economica.

Per fronteggiare tale problematica soccorre l’istituto dell’alloggio sociale, previsto nel D.M. 22 aprile 2008, che viene definito come l’unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.

Le possibilità di intervento previste dalla normativa statale e regionale sono numerose:

  1. Programmi di edilizia residenziale sovvenzionata attuati con le procedure dei protocolli d’intesa e degli accordi di programma (interventi con finalità sperimentali finanziati con i fondi di cui all’art. 2 lett. f) della Legge 5 agosto 1978 n. 457 e straordinari di cui all’art. 3 lett. q) della medesima legge);
  2. Programma Integrato di Edilizia Residenziale Sociale ed interventi di Edilizia Residenziale Sociale nei territori danneggiati dai sismi 2016/2017;
  3. Piani di recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica;
  4. Programma sperimentale “20.000 abitazioni in affitto” (Programma sperimentale di edilizia residenziale per la realizzazione di alloggi da dare in locazione permanente o a termine di durata minima non inferiore a otto anni a canone convenzionato);
  5. Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile (che presenta il duplice obiettivo di incrementare la disponibilità di alloggi per la locazione a canone sostenibile e di contrastare il disagio abitativo di particolari quartieri);
  6. Attuazione del “Piano Casa” (Programma di recupero ex art. 4 del D.L. n. 47 del 2014 convertito nella Legge n. 80 del 2014 recante “Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015”);
  7. Programma straordinario di edilizia residenziale per i dipendenti delle amministrazioni dello Stato (che ha l’obiettivo di costruire alloggi da concedere in locazione o in godimento ai dipendenti delle amministrazioni, quando è strettamente necessario alla lotta alla criminalità organizzata);
  8. Contratti di quartiere (che rappresentano la più significativa linea di attività avviata dal MIMS – Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili – per il recupero di ambiti urbani caratterizzati da assenza di infrastrutture e ridotta qualità urbana);
  9. Programma per la riduzione del disagio abitativo nei comuni metropolitani (che ha l’obiettivo di orientare gli enti locali a realizzare interventi edilizi o progetti speciali volti a ridurre il disagio abitativo);
  10. Il Piano nazionale di edilizia abitativa (che ha come obiettivo la riduzione del disagio abitativo e l’incremento dell’offerta abitativa a canoni sostenibili, attraverso programmi costruttivi orientati alla sostenibilità ambientale ed energetica, nonché alla promozione della partecipazione di soggetti pubblici e privati).

Sarà mia cura, se i cittadini riterranno di investirmi del ruolo di Consigliere Regionale, avviare senza indugio il censimento di tutte le situazioni di disagio abitativo e/o emergenza abitativa relative sia a nuclei familiari che a singole persone residenti o dimoranti in Abruzzo, un dettagliato Piano di Housing Sociale che consenta la risoluzione permanente di tutte le descritte problematiche abitative, per il tramite di tutte le modalità di intervento legislativamente approntate e come sopra menzionate.

In via prioritaria è comunque urgente approntare soluzioni emergenziali, quali l’istituzione di Dormitori, ed anche concretizzare soluzioni tampone per il tramite di Convenzioni con gli alberghi insistenti sul territorio.

Inoltre, occorre apprestare soluzioni abitative dirette a soddisfare le esigenze di una fascia di popolazione che, pur non avendo i requisiti per accedere ai servizi abitativi dell’edilizia popolare, non possa comunque sostenere i canoni di affitto imposti dal libero mercato (rendendo accessibili all’utenza tutte le informazioni sull’offerta alloggiativa a canoni diversificati presente sul territorio regionale).

Bisogna infine adoperarsi per predisporre apposito Registro degli immobili da destinare a canone calmierato o concordato